Di Al. Tallarita

Cari amici, barcamenarsi tra informazioni di potere, guerra mediatica e sul fronte, verità e narrazioni, non è facile. Si sà che la storia la scrivono i vincitori e il potere comunicativo, quella storia, tende a manipolarla grazie alla propaganda, questo da sempre. E anche che la paura sia uno degli strumenti primari per controllare gli individui. Ebbene il potere, si avvale di molti strumenti e cresce, con espansione, economia, crescita demografica, risorse, minerarie , agricole, legate ai territori e alle loro morfologie.

Una dovuta premessa se vogliamo parlare del BRICS e se pensiamo che in esso, rientrano le grandi potenze; dai profili variegati e leader per economie, demografie territori e risorse. Gruppo da tre bilioni di abitanti, legati dallo status di economie emergenti, che alcune hanno anche superato.

Si perchè il BRICS è l’unione di intenti culturali, commerciali, economici, filantropici, di BRASILE, RUSSIA, INDIA, CINA E SUD AFRICA.

Si legge che : BRICS coniato nel 2001, è un acronimo per il raggruppamento delle principali economie di mercato emergenti del mondo Brasile, Russia, India, Cina e Sud Africa che mira a promuovere la pace, la sicurezza, lo sviluppo e la cooperazione.

Un nuovo ordine, potrà essere delineato da tali mega potenze, unitesi in questo gruppo. Sia chiaro che siamo all’interno, di un cambiamento dello scenario economico internazionale, epocale. Che implica il cambio dall’uso del dollaro, ad esempio, ad altre valute. Siamo dentro a un’enorme crisi delle materie prime. Iniziata già con la pandemia in vero e che ora sta proseguendo. Che faciliterà l’arrivo di un uovo ordine monetario mondiale. Come ha affermato Zoltan Pozsar, della Credit Suisse .

E’ la fase del posizionamento. Le loro reazioni, sulle sanzioni Usa e partner EU, per l’operazione militare speciale, come Putin la definisce nei confronti dell’Ucraina; in termini di neutralità o presa di posizione, muterà gli scenari economici internazionali e ancora non segue una linea unica e definitiva. Proprio in virtù di un complesso scenario, che può mutare i rapporti internazionali.

La loro leadership, dovrà indurre a pensare, anche l’Europa, che si trova stretta in una morsa. Il cui atteggiamento, infatti, forzatamente unidirezionale, la posizione atlantista e i legami con la Nato, la pone in una delicata situazione. Dato che questa, è necessario abbia rapporti ottimali, con queste enormi super potenze.

I paesi del BRICS sono responsabili di un terzo del PIL mondiale.

Cina e India sono cresciute nella partecipazione all’economia mondiale in un ventennio. La prima, nel 2001 figurava il 7,7% dell’economia globale. Attualmente è primaria nel mercato internazionale, con il 18,7%. L’India ha avuto una crescita dal 4,1% al 7%.

Brasile, India e Sud Africa, sono le principali economie, con un’altissima capacità decisionale, anche nel BRICS.

I leader del BRICS

Sono terre con miliardi di abitanti, comprendono le economie emergenti, mantengono un forte potere economico e politico, segnano il passo del nuovo ordine globale interdipendente. Sono partner commerciali, forniscono ricche materie prime e hanno la capacità di decidere l’esito dei conflitti e delle contese territoriali.

Il BRICS ha aperto una sua banca l’NDB Nuova Banca dello Sviluppo, nel 2015. Dentro cui sono entrati anche come partner gli Emirati Arabi, l’Uruguay e il Bangladesh.

Le dichiarazioni del suo Presidente Marco Tryjo sono state di volontà di proseguire in tale espansione in modo graduale e equilibrato. Tali partner, sostiene, sono importanti per aumentare la cooperazione nelle infrastrutture e nello sviluppo sostenibile. Un’espansione in linea con la strategia della banca. Istituto bancario di riferimento per lo sviluppo delle economie emergenti. Che in quasi sei anni ha finanziato oltre ottanta progetti, tutti nei suoi paesi membri, per trenta bilioni di dollari. Tra i progetti e gli scopi di finanziamento, vi sono le aree dei trasporti, delle acque sanificate, dell’energia pulita, delle infrastrutture digitali e sociali e lo sviluppo urbano.

L’atteggiamento di questi partner nella situazione attuale, implicherà, accordi, richieste, riassetti nelle partnership. Perché tali grandi potenze ragionano per convenienze economiche. Importanti sono i rapporti con gli altri stati per la vendita delle risorse energetiche, gas, petrolio, per i minerali, per tutto il comparto produttivo. Ecco perché ancora non tutti si sono pronunciati. Di certo la Cina, che già ha superato lo status di economia emergente, come potenza mondiale, vorrebbe essere la risolutrice e mediatrice, questo gli frutterebbe una posizione molto importante nella politica mondiale.

La sua amicizia con la Russia non ha limite e quel che appare certo è che in generale per il BRICS , la Russia non sia sola. Ma di certo il Messico, il Brasile e il sud est asiatico, potranno beneficiare delle sanzioni alla Russia e del mutato scenario economico.

La Cina sta mettendo in atto un’operazione cha la favorirà nel farsi pagare il petrolio non più in dollari ma nella moneta locale yuan. Così come la Russia oltre ai rubli pensa al bitcoin. A Brasilia, il Ministro dell’energia e risorse, Albuquerque ha annunciato che la produzione nazionale del petrolio crescerà del dieci percento. E l’Africa del Sud si adopera per l’aumento della produzione del gas liquido ad un partner tra SOCAR dell’ Azerbaigian e GAZPROMBANK (di Gazprom).


Il viceministro Russo ha dichiarato che il BRICS sarà il centro del nuovo ordine mondiale. Anche perchè le sanzioni faranno cercare a Mosca opportunità nuove altrove.

Ryabkov ribadisce come : “tale forma ibrida guerra sia stata imposta alla Russia dall’occidente, che adesso stabilirà partnership con qualsiasi Paese decida di collaborare. Le sanzioni occidentali sono fuori luogo e mostrano la volontà, antecedente alla situazione ucraina, di attaccare Mosca. Pertanto il provvedimento di Putin per collegare l’acquisto del gas russo al pagamento in rubli è necessario per tutelare gli interessi russi”

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