e state cercando di mantenere una parvenza di ottimismo sulla crisi dei chip di memoria in cui ci troviamo ormai da qualche mese fareste bene a stare alla larga dalle ultime dichiarazioni del fondatore e amministratore delegato di Dell, Michael Dell: nelle scorse ore ha detto che questo “superciclo” causato dall’avvento dell’intelligenza artificiale causerà un aumento della domanda a livelli “inimmaginabili” anche per gli standard odierni. Come molti altri, anche Dell sostiene che la crisi è destinata a proseguire almeno fino al 2028.

Il problema, secondo Dell, è che molti analisti considerano la crescita di domanda lineare, ma in realtà è moltiplicativa: non solo aumenta la quantità di memoria per acceleratore AI, ma aumenta anche il numero di acceleratori AI installati nei datacenter. I calcoli dell’imprenditore indicano che la domanda complessiva di memorie potrebbe crescere fino a 625 volte rispetto ai livelli attuali (che già sono altissimi). Questo è dovuto anche alla rapidissima espansione dei datacenter hyperscale.Crisi dei chip, crollano le vendite di PS5 in Giappone dopo gli aumenti

Crisi dei chip, crollano le vendite di PS5 in Giappone dopo gli aumenti 221Android 10 Apr Tiene botta solo la versione Digital region locked super economica.

Del resto ormai siamo arrivati a un punto in cui il settore sta cercando di evolvere dalle architetture AI consolidate negli ultimi anni, in particolare NVIDIA Ampere e Hopper, verso generazioni successive più esigenti dal punto di vista della memoria, come le future Vera Rubin. A uno scenario già complesso per il mondo consumer si aggiunge il comportamento dei produttori di sistemi AI, che forti del loro enorme potere d’acquisto siglano accordi di fornitura pluriennali, anche quinquennali in certi casi, con i produttori di memorie.

Lo scenario descritto da Dell è chiaramente preoccupante, ma è anche vero che fare previsioni troppo nel lungo termine può risultare controproducente. Il fatto è che l’AI è una tecnologia che sta evolvendo a velocità vertiginosa, quindi chissà, magari i prossimi modelli saranno talmente più efficienti che la RAM non sarà più un problema enorme. E non è una teoria completamente campata in aria: qualche giorno fa Google ha presentato un algoritmo di compressione della memoria che può ridurne fino a oltre 6 volte, durante la fase di inferenza di un LLM.

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