Francia sostituisce Windows con Linux: lo comunica il governo di Parigi, motivando la scelta nella necessità di avere un controllo diretto su dati e infrastrutture digitali riducendo la dipendenza da entità extraeuropee. La volontà del Paese transalpino era nota da tempo, ma era rimasta finora limitata a iniziative circoscritte a livello locale.La direction interministérielle du numérique (DINUM) ha formalmente annunciato “il suo abbandono di Windows in favore di workstation basate sul sistema operativo Linux”. Si impegna altresì a coordinare un piano per mappare le dipendenze di tutti i ministeri e degli operatori pubblici dai fornitori extraeuropei: ciascuno di questi dovrà presentare un report entro il prossimo autunno riguardante postazioni di lavoro, strumenti collaborativi, software antivirus, intelligenza artificiale, database, sistemi di virtualizzazione e infrastrutture di rete.INDIPENDENZA DAGLI STATI UNITI”Dobbiamo diventare meno dipendenti dagli strumenti americani e riprendere il controllo del nostro destino digitale”, spiega il ministro dell’azione e dei conti pubblici David Amiel. Che prosegue: “Non possiamo più accettare che i nostri dati, le nostre infrastrutture e le nostre decisioni strategiche dipendano da soluzioni di cui non controlliamo le regole, i prezzi, l’evoluzione e i rischi”.

Dunque per la Francia “la sovranità digitale non è un’opzione, è una necessità strategica”, spiega il ministro delegato per l’intelligenza artificiale e la tecnologia digitale Anne Le Hénanff. “L’Europa deve dotarsi degli strumenti necessari per raggiungere i suoi obiettivi e la Francia sta aprendo la strada accelerando la transizione verso soluzioni sovrane, interoperabili e sostenibili”.Anche altri Paesi europei stanno implementando soluzioni volte a ridurre la dipendenza dall’estero: in Danimarca, ad esempio, gli enti pubblici hanno sostituito Microsoft Office con LibreOffice.

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