Di Al Tallarita

Ebbene sì. E sappiate che che tabù sul nucleare io non ne ho. Anzi…

E la World Nuclear Association per la COP26. due reattori italiani dei quattro presenti, sono stati chiusi, ma del cui smaltimento ancora paghiamo nelle bollette tutt’oggi.

Si perché si ricordi che il 6-8% dell’energia elettrica che viene consumata in Italia, ha origine nucleare, oltre ciò di importazione. Il referendum del giugno 2011 ha bloccato l’idea giusta, di produrre il 25% dell’elettricità proprio con in nucleare di ultima generazione. Per un’innovazione da realizzare fino al 2030.

Tra il 2018 e il 2020 sono stati avviati 20 reattori, con una capacità totale di 21,3 GWe. E 26 reattori sono stati spenti. Il Direttore Generale dell’Associazione Mondiale Nucleare, Sama Bilbao y León, ha detto:

“Più della metà dei reattori chiusi negli ultimi anni lo ha fatto a causa di politiche di eliminazione graduale o del fallimento dei mercati di riconoscere il valore dell’energia nucleare”. La questione è che tutto ciò che si rivela affidabile e a basse emissioni di carbonio in questo momento è fondamentale.

E l’energia nucleare, genera elettricità a basse emissioni di carbonio. Se si pensa a quanto debbano, ridurre le emissioni di gas serra, dai combustibili fossili stati come la Cina, l’India, gli Stati Uniti, tra i paesi con le più alte emissioni di CO2.

Nel rapporto, sono stati proposti, quattro casi di studio:

– Grohnde, reattore tedesco con una produzione di elettricità superiore a tutti gli altri.

– Haiyang, reattore in Cina che viene utilizzato per fornire sia elettricità pulita che teleriscaldamento.

– Akkuyu, prima centrale nucleare Turca.

– Peach Bottom, reattore statunitense, tempo di funzionamento 80 anni.

Che palesano il contributo che l’energia nucleare, alla mitigazione del cambiamento climatico. Molte città europea hanno reattori nucleari. E anche la Francia. Il cui presidente Macron ha dichiarato in queste ore, di volerne realizzare altre.

Ma a chi aspettiamo a realizzare le nostre centrali?

Si buttano realmente via i soldi. Si paga energia fuori misura, il tasso di disoccupazione è alle stelle, la pandemia ha disastrato ancora più le cose. E anziché creare lavoro e aprire centrali nucleari e auto produrre energia, si grida ancora alla moralità antinucleare. Così come stato per altre infrastrutture, che avrebbero dovuto e possono essere ancora realizzate, perché l’idea è che il mondo resti così com’è. E che però i soldi piovono dal cielo o arrivi il reddito di cittadinanza sul divano di casa propria…..oltre a chi realmente ha bisogno di sostentamento. E l’Italia così è.

L’unica nazione tra quelle del G8, a rifiutarsi di avanzare. Entro un rinnovato programma di progettazione nucleare è l’Italia.

Eppure proprio l’Italia nel 1946 era stata una tra le prime, di questa nuova industria di innovazione. Già nel 1952 nasceva il comitato nazionale per la ricerca nucleare CNRN, l’attuale Enea. Si costruì inoltre il primo reattore civile a Latina e poi il primo reattore ad acqua bollente a Garigliano, così come la costruzione del reattore ad acqua pressurizzata a Trino Vercellese, nella Centrale Nucleare Enrico Fermi. Erano gli anni 60. Successivamente subentro l’Enel, che acquisì le unità e programmò, entro gli anni ‘80 di produrre 12 milioni MWe procedendo con la quarta centrale nucleare. E ovviamente si parlava sempre di utilizzare le migliori e le più avanzate tra le tecnologie esistenti.

Per evolvere e progredire è necessario coraggio, solo gli eroi fanno i passi necessari per cambiare il mondo. L’essere umano è semplicemente un animale come altri. Ma dotato di raziocinio. E se non avesse avuto il coraggio di osare e di fare dei tentativi, imparare dai suoi errori e a volte di fare delle scoperte, proprio nascenti da qualcosa che non aveva funzionato, l’uomo sarebbe rimasto alla sua condizione animale. Senza poter sviluppare tutto quello che il suo cervello, ancora tutto da studiare, può produrre. E oggi, dire no al nucleare, di ultima generazione in Italia, è semplicemente stupido.

Era il 1970, e a Caorso, in Emilia-Romagna, iniziò la costruzione. Sarebbe stato l’ultimo reattore nucleare in Italia. Le ricerche gli sviluppi di questa tecnologia intanto, avanzavano anche successivamente in collaborazione con Francia e Germania. La polemica antinucleare dilaga proprio negli anni ’70. Intanto nel 1981 un nuovo piano energetico, con tre nuovi impianti, in Piemonte Lombardia e Puglia.

E successivamente un altro nel sito di Montalto di Castro, nell’ambito del Progetto nucleare unificato, sostenuto dai governi delle varie nazioni. La polemica si aprì al dibattito sull’energia nucleare dopo Chernobyl. E nel 1987 un referendum gli chiuse le porte. Così che il governo convertì la centrale di Montalto di Castro in una centrale elettrica. Solo nel 1990 i due reattori di Caorso e Trino sono stati chiusi.

La Francia rinnovo la memoria …è lì ha due passi dall’Italia….e vende a noi la sua energia prodotta anche dal nucleare.

Ci trovate qualcosa di strano? Bello vivere da struzzi…E accendere l’abatjour.

Infatti è del 2004, una legge sull’energia che ha aperto la possibilità di importare da società estere, energia elettrica prodotta da centrali nucleari. Nel 2008, il governo ha confermato la costruzione di nuove centrali nucleari, per ridurre la dipendenza italiana da energia importata. La legislazione sullo sviluppo economico del 2009 rende l’energia nucleare, una componente chiave della politica energetica.

E si è posta l’obiettivo di avere il 25% dell’elettricità generata dall’energia nucleare entro il 2030. In tale quadro la Corte Costituzionale nel 2010, ha sospeso le leggi che in Puglia, Campania e Basilicata vietavano la costruzione di nuove centrali nucleari. La bozza del decreto governativo nello stesso anno, prevedeva vantaggi economici per le città e le regioni che ospitano centrali elettriche.

Siamo al 2021 vogliamo ancora aspettare?

La Fig. 14 dal Report

Mostra la capacità totale dei reattori di diverse età che operano in un anno dal 1970.

Report: https://world-nuclear.org/getmedia/264c91d4-d443-4edb-bc08-f5175c0ac6ba/performance-report-2021-cop26.pdf.aspx