30 aprile 2020

Di AL. Tallarita

É giusto che le regioni abbiano la loro capacità decisionale. Valutando le decisioni opportune in base alle situazioni e i numeri propri di ogni regione. Alcune, come la Calabria e il sud tutto, vivono di turismo. E devono provare a respirare di nuovo, col respiratore delle regole, dell’attenzione, delle norme si.. (proteggendo eventualmente da chi viene dalle regioni più contagiate). Ma devono poter respirare e non lasciate morire. Oltre alla chiusura e il lockdown.. É necessario.. Che il popolo non sia trattato a concessioni, date da un potere, di cui si veste, chi questo potere invece non c’è l’ha. Il popolo è innanzi tutto garantito nei suoi diritti dalla costituzione.
La fame ammazza come la malattia. Dobbiamo oggi imparare a convivere, con un mostro si, ma convivere. E abbiamo dato dimostrazione coerente di saperci comportare e affrontare con dignità l’emergenza. La cassa integrazione scusate dov’è? Come riaprono le imprese medio piccole richiamando a lavorare i lavoratori senza averli potuti pagare? E i soldi alle partite Iva (tutti) dove sono? Non è che ci siano per caso lobbies di tutti i tipi che la fanno da padrone? Altri paesi europei (Germania e Francia particolarmente) invece producono ed esportano, alcune non hanno mai smesso di farlo. E l’italia? E i mutui gli affitti e le bollette? Il governo dia risposte. Si blocchino inoltre i provvedimenti fiscali dopo questo terrificante lockdown. Sia restituito al Parlamento il potere che gli spetta e libertà al popolo: individuale, di culto, di affetti, non si trascenda oltre nel campo etico. Inoltre, oggi bisogna capire, che lo Stato dovrà rafforzare la risposta sanitaria. Anche e particolarmente al Sud. ‘Non uscire’ e ‘chiusi tutti’ sono slogans da sostituire rendendo seri i provvedimenti nella sanità, potenziando gli ospedali. Il ripristino di alcuni chiusi ma ristrutturabili, di quelli creati e mai aperti. E creazione di nuovi reparti con respiratori. Affronti dunque il governo seriamente la situazione. E senza nascondere la verità al popolo. Sofferente, lucido ma capace e orgoglioso. Oggi trattato come non responsabile e privato delle proprie libertà costituzionali, con la scusa della paura (che tutti abbiamo, coscienti di questa terribile malattia e delle sue conseguenze). E privato della propria dignità del lavoro.