Di Al.Tallarita

La modernità olistica il nuovo rinascimento, non può prescindere da una visione totale del benessere umano che sia abrangente di molte manifestazioni del vivere quotidiano. Dalle cose più banali alle più  importanti, che siano tutte rivolte al vero star bene. Dove però per star bene s’intende il benessere fisico e psichico reale. Quello vissuto e percepito a vari livelli del corpo e della mente. Il pensare al proprio benessere oggi sembra appannaggio dei pochi, che avendo possibilità elevate economiche, possono permettersi di  spendere cifre elevate per la cura di se stessi.  A ben vedere certo è che chi ben spende meno spende.  In vero pensar di curare se stessi facendosi profondamente del bene, vuol dire riacquistare la propria dimensione spirituale  e física del proprio tempo. Come riappropriarsi del proprio tempo sembra l’enigma che molti dei guru New age cercano di vendere con formule precise e unguenti miracolosi.  Ma è tutto molto più immediato semplice e alla portata in vero di tutti. Ma attenzione, di tutto coloro i quali intendono vedere.  Che guardano nella profondità delle pieghe della quotidianità per vedere. La verità è per tutti.  Il principio é riuscire a riconoscerla.  A vederla nella sua interezza tra la miriade di cose inutili che ci contornano e impediscono di respirare.

Per vivere secondo quel respiro naturale, diaframmatico, che solo facciamo ormai quando in posizione supina stiamo dormendo. Ma che è la naturale respirazione per stare dentro il nostro equilibrio. A ritmo del nostro andare naturale. Argomento che tratteremo in atri approfondimento sulla respirazione. E sul fatto che vivere voglia dire ben respirare.Tornando a quanto si proponeva, riappropriarsi del proprio tempo vuol dire lavorare meno. Ma non parliamo del lavoro fatto con passione,che si ama fare profondamente e in cui si pone la giusta quantità di energia, da canalizzare in attività utili a se è al prossimo. Lavori pertanto che siano motivi di crescita spirituale e collettiva. Quanto quelle attività protratte con odio. Accondiscendenza, rabbia, nervosismo che sono fonte di malattia e che minano qual processo di realizzazione e felicità per sé stessi, che siamo per ognuno di noi, tenuti a compiere.Lavorare per guadagnare ha a che vedere con cosa si pensa sia necessario per sé stessi o per la propria famiglia.Non solo per esigenze di base: una casa (che tipologia?) Pagare le bollette (che tipo di consumi?) Acquistare il cibo (come e casa si mangia?) Comprare mantenere un auto (per cosa serve?)Ma anche per essere soddisfatti, star bene, in qualche forma per una ricerca della felicità.Ma a ben vedere  cosa ci rende felici se non proprio la possibilità di avere tempo libero?Da spendere in attività per noi piacevoli e spesso non legate al consumo in se quanto in vero alla natura; come passeggiare e compiere attività fisica all’aria aperta solo e in compagnia, visitare amici parenti e luoghi.Chiaramente ognuna di queste azioni può avere o non avere dei costi. A volte minimi a volte azioni gratuite completamente.Una questione, che ha a che vedere col fatto che la società consumistica impedisce di pensare ognuno in base alle singole esigenze. Proponendo il raggiungimento di modelli  a volte inafferrabile. Questo distanziamento dalla realtà, versus una realtà inesistente pertanto virtuale, crea false aspettative. Dalla delusione di queste false aspettative ne deriva una depressione, un’ infelicità una delusione, anch’esse pertanto false. In quanto create da una falsa premessa.La felicità è dietro l’angolo ed è molto più vicina possibile e palese da vedere per chi guarda per trovarla davvero.Essere felici significa approfittare della propria naturale condizione. Degli istanti di condivisione del bello, della natura,dell’aria aperta, del proprio tempo nel proprio spazio consapevoli della propria realtà.È chiaro che la dimensione del sogno non viene elusa da tale riflessione. Ma si tratterebbe di un sogno sano che ci consente di porci obiettivi da perseguire e raggiungere.  Di sperare ma non di illudersi. Di avere desideri senza crearsi false aspettative.Tornando alla questione :Lavorare per guadagnare ha a che vedere con cosa si pensa sia necessario per sé stessi o per la propria famiglia.Non solo per esigenze di base: una casa (che tipologia?) Pagare le bollette (che tipo di consumi?) Acquistare il cibo (come e cosa si mangia?) Comprare mantenere un auto (per cosa serve?)Cerchiamo di rispondete ad alcune domande:La società a cui apparteniamoE come tale una tra le moltissime presenti al mondo, non l’unica, nè la migliore o quella che detta dictat assoluti non discutibili.E che pertanto pur rispettandone le norme, come facenti parte a essa, possiamo rivalutare a nostro modo molti presupposti pensati e ritenuti oggi immutabili.  Per esempio quelli legati alle esigenze di base.pertanto analizziamo insieme le molte opportunità.”Avere una casa (che tipologia?) “Comprare una casa : si ma solo se l’indebitamento da affrontate non compromette tutto il resto della propria vita dentro un sistema in cui si vive per lavorare e non si lavora per vivere. Affittare una Casa e magari in zone meno care non ha nulla di negativo. Comprare una casa al di sopra delle proprie possibilità, solo perché i modelli sociali propongono stili di vita Hollywoodiani, può a lungo andare generare infelicità. Raggiungere tali scopi attraverso modi autoditruttivi o illeciti può generare infelicità .E allora perché procedere a rincorrere modelli inesistenti nella ricerca di una felicità inesistente?

“Pagare le bollette (che tipo di consumi?) Acquistare il cibo (come e cosa si mangia?)”Continuando, che tipo di consumi siamo abituati ad avere?Quali di questi sono davvero necessari?Quali si possono ridurre?Parlare se si è in famiglia vuol dire fare a meno della tv.Comprare alimenti sani biologici freschi in ogni mercatino rionale o in campagna per chi può rende inutile l’uso del frigorifero.Avere una cucina a legna o a gas evita l’uso del forno.Possiamo vivere riducendo di molto la bolletta dell’elettricità o addirittura farne completamente a meno. Dato che la mia personale esperienza dice che questo è possibile.Io vivo senza elettricità .In città e senza rinunciare a nulla.Basta modificare le errate abitudini che la società ci ha abituato ad avere e sentire come imprescindibili.Comprare mantenere un auto (per cosa serve?)Andare venti minuti a piedi al giorno é il minimo per sta bene.Camminare evita malattie del sistema cardiocircolatorio.Andare a piedi anziché in auto è un modo per star bene. Sceglierete i mezzi pubblici riduce l’inquinamento.Quante volte il costo di auto è quello che ci si può permettere e quante quello che non ci so può permettere arrivando a indebitarsi solo per essere all’altezza di una falsa aspettativa sociale?In conclusione : Siamo come viviamo

È una libera scelta, ma le alternative ci sono e sono tante.Ritrovare la propria dimensione naturale, dare importanza vera alle cose e ai rapporti reali, non inseguire modelli falsi, e riprendersi una naturale dimensione del vivere ci restituisce il tempo.Unica grande ricchezza.Spegnete la tv il telefono la luce e guardate le stelle.