Riesame della governance economica: il Consiglio raggiunge un accordo sulla riforma delle regole di bilancio

Oggi gli ambasciatori degli Stati membri presso l’UE hanno raggiunto formalmente un accordo sulla riforma proposta del quadro di governance economica dell’UE mediante l’approvazione di un mandato per i negoziati con il Parlamento europeo sul regolamento sul braccio preventivo e un accordo di massima in vista della consultazione del Parlamento europeo sul regolamento sul braccio correttivo e sulla direttiva relativa ai requisiti per i quadri di bilancio nazionali.

Ciò aprirà la strada ai negoziati con il Parlamento sul regolamento sul braccio preventivo all’inizio del prossimo anno.

Con la riforma del quadro di governance economica garantiamo finanze pubbliche equilibrate e sostenibili e la protezione degli investimenti, della crescita e della creazione di posti di lavoro in tutta l’UE. Siamo convinti che le nuove regole saranno efficaci, sosterranno gli obiettivi dell’UE e miglioreranno sensibilmente il nostro quadro esistente.Nadia Calviño, prima vicepresidente del governo e ministra dell’Economia, del commercio e delle imprese della Spagna

Nadia Calviño, prima vicepresidente del governo e ministra dell'Economia, del commercio e delle imprese della Spagna

Principali elementi dell’accordo

L’obiettivo principale della riforma del quadro di governance economica è garantire finanze pubbliche sane e sostenibili, promuovendo nel contempo una crescita sostenibile e inclusiva e la creazione di posti di lavoro in tutti gli Stati membri attraverso riforme e investimenti.

Il Consiglio ha approvato l’obiettivo generale del quadro di ridurre il rapporto debito/PIL e i disavanzi in modo graduale, realistico, duraturo e favorevole alla crescita, proteggendo nel contempo le riforme e gli investimenti in settori strategici quali il digitale, l’ecologia, il sociale o la difesa. Al tempo stesso, il quadro fornirà un margine adeguato per politiche anticicliche e affronterà gli squilibri macroeconomici.

Le regole di bilancio rivedute contribuiranno inoltre al conseguimento di obiettivi strategici comuni a medio e lungo termine, quali la realizzazione di una duplice transizione verde e digitale equa, la garanzia della sicurezza energetica, il sostegno a un’autonomia strategica aperta, la lotta al cambiamento demografico, il rafforzamento della resilienza sociale ed economica e della convergenza duratura e l’attuazione della bussola strategica per la sicurezza e la difesa.

Il Consiglio ha convenuto che la procedura per i disavanzi eccessivi basata sul disavanzo rimarrà invariata.

Piani strutturali nazionali di bilancio a medio termine

Una delle principali novità della riforma è l’adozione di un approccio differenziato nei confronti di ciascuno Stato membro per tenere conto dell’eterogeneità delle posizioni di bilancio, del debito pubblico e delle sfide economiche in tutta l’UE. Pertanto, il nuovo quadro consentirà la definizione di traiettorie di bilancio pluriennali specifiche per paese per ciascuno Stato membro, garantendo nel contempo un’efficace sorveglianza multilaterale e rispettando il principio della parità di trattamento.

Ciascuno Stato membro preparerà un piano strutturale di bilancio a medio termine, di durata quadriennale o quinquennale, nel quale si impegnerà a seguire una traiettoria di bilancio nonché a realizzare investimenti pubblici e riforme che, nell’insieme, garantiscano una riduzione duratura e graduale del debito e una crescita sostenibile e inclusiva.

Traiettoria tecnica

Stando all’accordo, la Commissione trasmetterà una traiettoria tecnica specifica e basata sul rischio, espressa in termini di spesa netta pluriennale, agli Stati membri in cui il debito pubblico supera il valore di riferimento del 60% del prodotto interno lordo (PIL) o il cui disavanzo pubblico supera il valore di riferimento del 3% del PIL.

Questa traiettoria pluriennale della spesa netta sarà trasmessa in tempo utile per consentire agli Stati membri di elaborare i loro piani strutturali nazionali di bilancio a medio termine. La traiettoria tecnica garantirà che, entro la fine di un periodo di aggiustamento di bilancio di quattro anni, il debito pubblico sia avviato su una traiettoria di riduzione plausibile o rimanga a livelli prudenti al di sotto del 60% nel medio termine e che il disavanzo pubblico previsto sia portato e mantenuto al di sotto del 3% del PIL nel medio termine.

Incoraggiare gli investimenti e le riforme

Il Consiglio ha inoltre convenuto che gli Stati membri possono beneficiare di percorsi di aggiustamento più lunghi se si impegnano a realizzare riforme e investimenti a favore della sostenibilità e della crescita.

Gli Stati membri saranno autorizzati a chiedere una proroga del periodo di aggiustamento di bilancio di massimo sette anni se realizzano alcune riforme e investimenti che migliorano il potenziale di crescita e sostengono, tra gli altri criteri, la sostenibilità di bilancio. Gli investimenti a titolo del dispositivo per la ripresa e la resilienza saranno presi in considerazione per tale proroga.

Garanzie

Per migliorare la prevedibilità dei risultati del quadro e rafforzare la parità di trattamento, la traiettoria tecnica dovrà rispettare due garanzie: la salvaguardia di sostenibilità del debito per assicurare la riduzione dei livelli del debito e la salvaguardia di resilienza al disavanzo per fornire un margine di sicurezza al di sotto del valore di riferimento del disavanzo pari al 3% stabilito dal trattato.

Percorsi della spesa netta

Il Consiglio adotterà una raccomandazione che definisca il percorso della spesa netta di ciascuno Stato membro come indicatore unico, sulla base dei rispettivi piani strutturali nazionali di bilancio a medio termine, e approvi la serie di impegni di riforma e di investimento che giustifica una proroga del periodo di aggiustamento, se del caso.

Sarà istituito un conto di controllo per monitorare le deviazioni dai percorsi della spesa netta concordati.

Procedura per i disavanzi eccessivi

In relazione alla procedura per i disavanzi eccessivi basata sul debito, il Consiglio ha convenuto che, per avviare il processo, la Commissione elaborerà una relazione quando il rapporto debito pubblico/PIL supera il valore di riferimento, il disavanzo nominale non è vicino al pareggio o in avanzo e le deviazioni registrate nel conto di controllo dello Stato membro superano 0,3 punti percentuali del PIL ogni anno o 0,6 punti percentuali del PIL complessivamente.

Il Consiglio e la Commissione procederanno a una valutazione globale equilibrata che tiene conto di tutti i fattori significativi che incidono sulla valutazione dell’osservanza dei criteri del disavanzo e/o del debito nello Stato membro interessato. Tra questi figurano, tra l’altro, il livello dei problemi di debito pubblico, l’entità della deviazione, i progressi nell’attuazione delle riforme e degli investimenti e, se del caso, l’aumento della spesa pubblica per la difesa.

Il Consiglio ha mantenuto le norme della procedura per i disavanzi eccessivi nella misura in cui, quando la procedura per i disavanzi eccessivi è avviata sulla base del criterio del disavanzo, il percorso correttivo di spesa netta deve essere coerente con un aggiustamento strutturale annuo minimo pari almeno allo 0,5% del PIL.

Tuttavia, il Consiglio ha anche deciso che la Commissione può, per un periodo transitorio nel 2025, 2026 e 2027, tener conto dell’aumento dei pagamenti degli interessi ai fini del calcolo dello sforzo di aggiustamento nell’ambito della procedura per i disavanzi eccessivi.

Il Consiglio ha convenuto che l’ammenda in caso di inosservanza sarà pari a un massimo dello 0,05% del PIL e si accumulerà ogni sei mesi fino a quando non venga dato seguito effettivo.

Clausole di salvaguardia

Il Consiglio ha inoltre chiarito le condizioni applicabili alla clausola di salvaguardia generale.

Prossime tappe

negoziati con il Parlamento europeo sul regolamento sul braccio preventivo dovrebbero iniziare a gennaio.

Il regolamento sul braccio correttivo e la direttiva relativa ai requisiti per i quadri di bilancio degli Stati membri richiedono la consultazione del Parlamento europeo.

Informazioni generali

Dal 1992 la governance economica è un pilastro fondamentale dell’architettura dell’Unione economica e monetaria, che mira a prevenire e correggere gli squilibri macroeconomici che potrebbero indebolire le economie nazionali e incidere su altri paesi dell’UE attraverso ricadute transfrontaliere.

L’economia dell’UE si trova ad affrontare nuove sfide a causa della ripresa dalla pandemia di COVID-19 e delle conseguenze della guerra di aggressione della Russia nei confronti dell’Ucraina. In un contesto caratterizzato da livelli di debito e tassi di interesse più elevati nonché da nuovi obiettivi comuni in materia di investimenti e riforme, l’UE sta riformando il patto di stabilità e crescita e valutando come migliorare ulteriormente l’efficacia del patto.

Il 26 aprile 2023 la Commissione ha presentato un pacchetto di tre proposte legislative: due regolamenti volti a sostituire (braccio preventivo) o modificare (braccio correttivo) i due pilastri del patto di stabilità e crescita, adottato inizialmente nel 1997, e una direttiva modificata relativa ai requisiti per i quadri di bilancio degli Stati membri.

Dal mese di aprile il Consiglio ha proceduto più volte a scambi di opinioni sulla riforma proposta del quadro di governance economica. Il Consiglio europeo ha fornito orientamenti politici sulla riforma, da ultimo nella riunione del 26 e 27 ottobre 2023.

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