Uno studio ha dimostrato come i piccioni esprimano un’ottima capacità associativa.

Le modalità con cui i loro risultati migliorano seguono regole analoghe a quelle delle reti neurali alla base dell’intelligenza artificiale.

G.Di Flavio, geopop.it

In uno studio condotto dai ricercatori Brandon M. Turner (Università dell’Ohio, USA) e Edward A. Wasserman (Università dell’Iowa, USA) sono state esaminate le capacità associative e classificative di un gruppo di 24 piccioni. Dallo studio è emerso che, nonostante questi volatili vengano spesso associati al concetto di stupidità, essi esprimano delle ottime capacità visivo-associative utilizzando dei meccanismi analoghi a quelli che attuerebbe una rete neurale alla base di una intelligenza artificiale.

L’apprendimento associativo riguarda il riconoscimento di modelli e il relativo sviluppo di associazioni tra due stimoli o un comportamento e uno stimolo, una metodologia simile viene anche utilizzata dalle intelligenze artificiali quando esse vengono “istruite” con grandi basi di dati per “insegnare” a questi modelli ad associare parole chiave ad immagini o concetti.

Cosa afferma lo studio sui piccioni

Durante il test sono stati mostrati ai piccioni stimoli diversi su uno schermo (linee di forma e spessore diversi, anelli sezionati o concentrici ecc.) e ogni uccello doveva beccare un pulsante per esprimere la forma visualizzata a quale categoria appartenesse. In caso di risposta corretta gli animali venivano poi premiati con del cibo.

Esempi di stimoli mostrati ai volatili.I piccioni hanno dimostrato di migliorare le loro capacità nel compiere scelte corrette durante il corso dei test, sulla base dell’associazione tra scelta e cibo ricevuto. Sulla base dei test effettuati i ricercatori hanno dichiarato:Il fondamento neurobiologico dell’abilità di categorizzazione del piccione potrebbe essere basato su un meccanismo di apprendimento associativo evolutivamente antico e apparentemente elementare che collega progressivamente le risposte comportamentali a porzioni limitate di spazio percettivo.

Lo studio ha evidenziato come i volatili abbiano registrato un aumento nelle associazioni corrette espresse, in particolare l’aumento è stato dal 55% al 95% nelle associazioni più semplici e dal 55% al 68% rispetto ad associazioni più complesse.

I risultati dimostrano come i piccioni hanno espresso una notevole capacità di apprendere dalle conseguenze (ricezione o meno del cibo).Le analogie con l’apprendimento delle AIL’apprendimento associativo è lo stesso che consente ai chatbot mossi da intelligenza artificiale come ChatGPT o Google Bard di imitare il linguaggio umano. Questi chatbot elaborano l’enorme mole di dati su cui sono stati addestrati per associare le parole chiave utilizzate dagli utenti con delle risposte pertinenti da fornire.

Ovviamente, nel caso degli algoritmi di intelligenza artificiale vengono utilizzate delle tecniche evolute di apprendimento digitale che però presenta delle analogie, seppur su una diversa scala, con l’apprendimento biologico esibito dai volatili. Wasserman ha commentato l’analogia come segue:

“Stanno usando un algoritmo biologico, quello che la natura ha dato loro, mentre il computer usa un algoritmo artificiale che gli umani hanno dato loro.”

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