Pubblicato da Imran Rahman-Jones e Liv McMahon su BBC News

La Persona dell’Anno di Time per il 2025 non è una singola figura. La rivista statunitense ha infatti deciso di riconoscere come protagonista più influente dell’anno “gli architetti” dell’intelligenza artificiale (IA).

Tra i volti raffigurati su una delle due copertine figurano il numero uno di Nvidia Jensen Huang, il fondatore e amministratore delegato di Meta Mark Zuckerberg, il proprietario di X Elon Musk e la “madrina” dell’IA Fei-Fei Li. Secondo gli esperti, la scelta mette in luce la rapidità con cui l’intelligenza artificiale — e le aziende che la sviluppano — sta ridefinendo la società.

La decisione arriva mentre prosegue a ritmo sostenuto il boom della tecnologia, innescato dal lancio di ChatGPT da parte di OpenAI alla fine del 2022. Il suo amministratore delegato Sam Altman ha dichiarato a settembre che il chatbot viene utilizzato ogni settimana da circa 800 milioni di persone.

I colossi tecnologici stanno investendo miliardi di dollari nell’IA e nelle infrastrutture necessarie a sostenerla, nel tentativo di restare un passo avanti rispetto alla concorrenza. Quest’anno Time ha realizzato due copertine: una raffigura artisticamente le lettere “AI” circondate da lavoratori, l’altra è un dipinto incentrato sui leader del settore tecnologico.

In Meta, Zuckerberg avrebbe orientato l’intera azienda attorno a questa tecnologia, incluso il chatbot di intelligenza artificiale integrato nelle app più popolari del gruppo. Lui, insieme a Huang, Musk, Li e Altman, compare in copertina accanto a Lisa Su, alla guida del produttore di chip AMD, al numero uno di Anthropic Dario Amodei e al responsabile del laboratorio di IA di Google, Sir Demis Hassabis.

«Quest’anno il dibattito su come utilizzare l’IA in modo responsabile ha lasciato il posto a una corsa per distribuirla il più rapidamente possibile», ha scritto Time annunciando le nuove copertine. «Ma i più prudenti non sono più al posto di guida. Grazie a Huang, Son, Altman e ad altri titani dell’IA, l’umanità sta sfrecciando in autostrada, a tutto gas e senza freni, verso un futuro altamente automatizzato e altamente incerto».

Il direttore responsabile della rivista, Sam Jacobs, ha aggiunto che «nessuno» ha avuto nel 2025 un impatto paragonabile a quello «delle persone che hanno immaginato, progettato e costruito l’intelligenza artificiale». «L’umanità determinerà il percorso futuro dell’IA, e ognuno di noi può contribuire a definirne la struttura e il destino», ha affermato.

Secondo Thomas Husson, analista di Forrester, il 2025 potrebbe essere ricordato come un “punto di svolta” per la diffusione dell’IA nella vita quotidiana. «La maggior parte dei consumatori la utilizza senza nemmeno rendersene conto», ha spiegato alla BBC. L’intelligenza artificiale, ha aggiunto, viene ormai integrata in hardware, software e servizi, rendendo la sua adozione «molto più rapida rispetto alle rivoluzioni di Internet o della telefonia mobile».

Alcune persone scelgono oggi i chatbot al posto dei motori di ricerca o dei social network per pianificare viaggi, acquistare regali di Natale o scoprire nuove ricette. Altre, preoccupate per il consumo energetico, i dati utilizzati per l’addestramento e l’impatto sul lavoro, preferiscono invece chiamarsene fuori del tutto.

Nik Kairinos, fondatore e amministratore delegato del laboratorio Fountech AI, ha definito le copertine «una valutazione onesta» dell’influenza della tecnologia, ma ha avvertito che «il riconoscimento non va confuso con la preparazione». «In questo momento l’IA può ancora essere una salvezza o una minaccia per l’umanità», ha detto. «Siamo nelle fasi iniziali della costruzione di sistemi di intelligenza artificiale affidabili, responsabili e allineati ai valori umani. Per chi sviluppa questa tecnologia e la porta sul mercato, la responsabilità è enorme».

Gruppi, non solo individui

Non è la prima volta che Time assegna il titolo a un gruppo anziché a una singola persona. Nel 2014 il riconoscimento andò ai combattenti contro l’Ebola, mentre nel 2002 fu assegnato ai whistleblower.

Nel 1982, la rivista premiò il computer, osservando che gli americani nutrivano una «passione quasi euforica» per il dispositivo. Lo definì «in parte una moda», ma anche «in parte l’idea di come la vita potesse essere migliorata». Il computer venne rappresentato da diversi imprenditori tecnologici dell’epoca, tra cui il cofondatore di Apple Steve Jobs e il presidente di IBM John Opel.

Nel 2006, infine, la Persona dell’Anno fu “You”, “Tu”, per rappresentare il potere degli individui online. Tra gli esempi citati figuravano i contributori di Wikipedia, i primi youtuber e gli utenti di MySpace, descritti come «i molti che strappano il potere ai pochi e si aiutano a vicenda gratuitamente». «Questo», concludeva la rivista, «non solo cambierà il mondo, ma cambierà anche il modo in cui il mondo cambia».

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