Fondazione Machiavelli
Da vassallo tecnologico a potenza dei droni: la straordinaria ascesa dell’industria della difesa turca. In meno di 50 anni la Turchia è passata dall’essere totalmente dipendente dagli aiuti militari USA (e dall’embargo che nel 1974 la mise in ginocchio) a conquistare l’1,7% del mercato globale delle armi con i letali Bayraktar TB2, protagonisti in Ucraina, Libia e Nagorno-Karabakh.
Özal prima, Erdoğan poi con riforme, investimenti e una volontà ferrea di autonomia hanno trasformato Ankara in un attore che oggi fa tremare i giganti tradizionali. Ma c’è un “ma”: componenti ancora importati, export come ossigeno e la scelta controversa degli S-400 russi mostrano che l’indipendenza totale resta un obiettivo, non una realtà.
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