Il fatto quotidiano, S. Pancera

I giovani malgasci, con l’appoggio dell’esercito, hanno imposto una nuova grammatica politica portando alla caduta del regimeIl presidente del Madagascar fugge per le proteste: anche qui la Gen Z ha dato il via a una transizioneIcona dei commentiCommentiFacebookWhatsAppX (Twitter)AfricaGenerazione ZNel giro di pochi giorni, sono passati dall’essere una generazione inascoltata al volto stesso del cambiamento. In Madagascar, domenica 12 ottobre, la protesta giovanile guidata dalla Gen Z Maga ha smesso di essere solo rabbia e slogan: si è fatta storia. A rompere gli argini è stata l’unità dell’esercito del Corpo di Personale Servizi Amministrativi Tecnici (Capsat), che per la prima volta ha scelto di non obbedire, di non reprimere, di marciare con i ragazzi in piazza.Quel gesto ha segnato il punto di non ritorno. Dopo settimane di mobilitazione, di blackout e manganelli, di appelli ignorati e strade occupate, la Generazione Z del Madagascar ha ottenuto ciò che sembrava impossibile: la caduta di Andry Rajoelina. Da presidente a fuggitivo. Da uomo forte a uomo in fuga. Un ribaltamento che non è solo politico, ma simbolico. Il potere che è stato rifiutato. E chi lo ha rifiutato non ha più di vent’anni. Il Madagascar è entrato ufficialmente in una fase di transizione post-golpe.Dopo aver nominato un generale alla guida del governo per tentare di contenere la crisi, Rajoelina ha perso subito anche il sostegno delle istituzioni militari: è stato costretto a lasciare il Paese a bordo di un aereo militare francese, diretto probabilmente a Parigi.La fuga di Rajoelina rappresenta un colpo duro per la rete d’influenza francese nell’Oceano Indiano. Il Madagascar, nodo strategico per la sicurezza marittima e la proiezione economica verso l’Africa australe, rischia ora di sfuggire al controllo di Parigi. Air France ha sospeso i voli per l’isola e l’Eliseo monitora la situazione attraverso una cellula di crisi.Leggi AncheMadagascar, il presidente Andry Rajoelina è fuggito con un aereo militare franceseMadagascar, il presidente Andry Rajoelina è fuggito con un aereo militare franceseLeggi articoloAccadrà come in Nepal dove la Gen Z ha trasformato la protesta in processo costituente? La nuova premier del Nepal Sushila Karki, ex presidente della Corte Suprema, è stata eletta grazie a un processo di selezione avviato dalla Gen Z sulla piattaforma Discord.Nel frattempo, la Gen Z malgascia non arretra. La sua forza non è solo numerica, ma simbolica: ha imposto una nuova grammatica politica, rifiutando il dialogo con un potere percepito come illegittimo, la transizione è appena iniziata.In Senegal, è stata proprio la generazione digitale a spingere per il rinnovamento politico, portando alla liberazione di leader incarcerati – ovvero l’attuale presidente Bassirou Diomaye Fay – e influenzando l’agenda elettorale con campagne virali e mobilitazioni pacifiche. In Marocco, il fermento è in corso: giovani attivisti, studenti e creativi stanno ridefinendo il rapporto tra cittadino e istituzioni, con richieste chiare su diritti, ambiente e giustizia sociale.Il Madagascar non è un’eccezione, ma parte di un’onda lunga. Se la Gen Z malgascia saprà mantenere il baricentro tra piazza e proposta, tra rabbia e visione, allora questa insurrezione non sarà solo la fine di un regime, ma forse l’inizio di una nuova grammatica politica africana.

Madagascar, il presidente Andry Rajoelina è fuggito con un aereo militare francesedi F. Q.I militari dell’unità “Capsat” si sono uniti alle manifestazioni popolari contro la corruzione nel Paese. Secondo l’emittente francese Rfi la fuga del presidente sarebbe stata organizzata con il sostegno di Macron

presidente del Madagascar, Andry Rajoelina, è fuggito dal paese a bordo di un aereo militare francese dopo settimane di proteste e la denuncia di “un tentativo di presa del potere illegale”. A dare la notizia è stata l’emittente francese Rfi, sottolineando che “le autorità francesi precisano che non stanno intervenendo in alcun modo nella crisi del Paese”. Rajoelina è salito alla ribalta come leader di transizione del Madagascar dopo il colpo di Stato del 2009. È stato eletto presidente per la prima volta nel 2018 ed è stato rieletto per un secondo mandato nel 2023. Il suo ruolo è stato messo in discussione dalle proteste delle giovani generazioni ed è poi rimasto isolato con la perdita del controllo delle forze armate del Madagascar.

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13 Ottobre 2025

Ultimo aggiornamento: 19:53 del 13 Ottobre

Madagascar, il presidente Andry Rajoelina è fuggito con un aereo militare francese

di F. Q.

I militari dell’unità “Capsat” si sono uniti alle manifestazioni popolari contro la corruzione nel Paese. Secondo l’emittente francese Rfi la fuga del presidente sarebbe stata organizzata con il sostegno di Macron

Madagascar, il presidente Andry Rajoelina è fuggito con un aereo militare francese

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Corruzione

Il presidente del Madagascar, Andry Rajoelina, è fuggito dal paese a bordo di un aereo militare francese dopo settimane di proteste e la denuncia di “un tentativo di presa del potere illegale”. A dare la notizia è stata l’emittente francese Rfi, sottolineando che “le autorità francesi precisano che non stanno intervenendo in alcun modo nella crisi del Paese”. Rajoelina è salito alla ribalta come leader di transizione del Madagascar dopo il colpo di Stato del 2009. È stato eletto presidente per la prima volta nel 2018 ed è stato rieletto per un secondo mandato nel 2023. Il suo ruolo è stato messo in discussione dalle proteste delle giovani generazioni ed è poi rimasto isolato con la perdita del controllo delle forze armate del Madagascar.

Un accordo diretto tra presidenti avrebbe permesso questa esfiltrazione e Macron, secondo fonti a conoscenza della vicenda, ha autorizzato questa partenza. La tempistica sarebbe stata ricostruita da Rfi: ieri domenica 12 ottobre, un elicottero avrebbe portato il presidente malgascio all’Ile Sainte-Marie, sulla costa orientale del Madagascar. Da lì, Rajoelina si sarebbe imbarcato su un aereo militare francese per l’isola della Reunion, prima di partire per un’altra destinazione con la sua famiglia. Una cosa è certa: secondo le fonti di RFI, non si trova più sull’isola di Reunion. Destinazione probabile: Dubai.

Dal 25 settembre il Paese è scosso da manifestazioni giovanili contro le interruzioni nelle forniture di acqua e di elettricità, che hanno causato almeno 22 morti e decine di feriti. Le mobilitazioni si sono trasformate in proteste contro la corruzione del governo con la richiesta di dimissioni del capo dello Stato, in modo simile a quanto successo in Nepal ad inizio settembre. Nella giornata di sabato 11 ottobre, un’unità dell’esercito nota come “Capsat” si è unita alle proteste contro la presidenza, marciando accanto ai manifestanti con i loro mezzi blindati. L’unità in questione, riporta il Guardian, ebbe un ruolo chiave nel colpo di stato del 2009 durante l’ascesa di Rajoelina alla presidenza, dopo che le proteste di massa avevano costretto il suo predecessore Marc Ravalomanana a lasciare il potere. Il corpo militare ha lanciato un appello ai soldati e unità di sicurezza a “unire le forze” e a “rifiutare l’ordine di sparare” sui manifestanti. “Uniamo le forze, militari, gendarmi e polizia, e rifiutiamo di essere pagati per sparare ai nostri amici, ai nostri fratelli e alle nostre sorelle”.

Madagascar, il presidente Andry Rajoelina è fuggito con un aereo militare francese

di F. Q.

I militari dell’unità “Capsat” si sono uniti alle manifestazioni popolari contro la corruzione nel Paese. Secondo l’emittente francese Rfi la fuga del presidente sarebbe stata organizzata con il sostegno di Macron

Madagascar, il presidente Andry Rajoelina è fuggito con un aereo militare francese

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Il presidente del Madagascar, Andry Rajoelina, è fuggito dal paese a bordo di un aereo militare francese dopo settimane di proteste e la denuncia di “un tentativo di presa del potere illegale”. A dare la notizia è stata l’emittente francese Rfi, sottolineando che “le autorità francesi precisano che non stanno intervenendo in alcun modo nella crisi del Paese”. Rajoelina è salito alla ribalta come leader di transizione del Madagascar dopo il colpo di Stato del 2009. È stato eletto presidente per la prima volta nel 2018 ed è stato rieletto per un secondo mandato nel 2023. Il suo ruolo è stato messo in discussione dalle proteste delle giovani generazioni ed è poi rimasto isolato con la perdita del controllo delle forze armate del Madagascar.

Un accordo diretto tra presidenti avrebbe permesso questa esfiltrazione e Macron, secondo fonti a conoscenza della vicenda, ha autorizzato questa partenza. La tempistica sarebbe stata ricostruita da Rfi: ieri domenica 12 ottobre, un elicottero avrebbe portato il presidente malgascio all’Ile Sainte-Marie, sulla costa orientale del Madagascar. Da lì, Rajoelina si sarebbe imbarcato su un aereo militare francese per l’isola della Reunion, prima di partire per un’altra destinazione con la sua famiglia. Una cosa è certa: secondo le fonti di RFI, non si trova più sull’isola di Reunion. Destinazione probabile: Dubai.

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Dal 25 settembre il Paese è scosso da manifestazioni giovanili contro le interruzioni nelle forniture di acqua e di elettricità, che hanno causato almeno 22 morti e decine di feriti. Le mobilitazioni si sono trasformate in proteste contro la corruzione del governo con la richiesta di dimissioni del capo dello Stato, in modo simile a quanto successo in Nepal ad inizio settembre. Nella giornata di sabato 11 ottobre, un’unità dell’esercito nota come “Capsat” si è unita alle proteste contro la presidenza, marciando accanto ai manifestanti con i loro mezzi blindati. L’unità in questione, riporta il Guardian, ebbe un ruolo chiave nel colpo di stato del 2009 durante l’ascesa di Rajoelina alla presidenza, dopo che le proteste di massa avevano costretto il suo predecessore Marc Ravalomanana a lasciare il potere. Il corpo militare ha lanciato un appello ai soldati e unità di sicurezza a “unire le forze” e a “rifiutare l’ordine di sparare” sui manifestanti. “Uniamo le forze, militari, gendarmi e polizia, e rifiutiamo di essere pagati per sparare ai nostri amici, ai nostri fratelli e alle nostre sorelle”.

Il potere dei “Capsat” si è rafforzato con la nomina di un loro ufficiale a nuovo capo dell’esercito. Il generale Demosthene Pikulas è stato insediato come capo di Stato maggiore dell’esercito durante una cerimonia presso il quartier generale dell’esercito, alla quale ha partecipato anche il ministro delle forze armate, Manantsoa Deramasinjaka Rakotoarivelo. Dopo la cerimonia di nomina, Pikulas ha detto ai giornalisti che gli eventi degli ultimi giorni sono stati “imprevedibili”, dunque l’esercito “ha la responsabilità di ripristinare la calma e la pace in tutto il Madagascar”.

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