Omicidio di Charlie Kirk: i commenti violenti sui social, le bufale riprese dall’IA, l’odio politico

Ansa, RaiNews

L’uccisione dell’attivista 31enne è una tragedia che ha riacceso i riflettori sulle aggressioni di matrice politica. Accuse e condanne, le prese di posizione contro la violenza, la libertà di parola e il duro scontro tra avversari politiciDomenico Di CesareLa morte di Charlie Kirk, avvenuta mentre parlava a un evento alla Utah Valley University, ha esasperato il dibattito politico e suscitato reazioni trasversali che hanno inevitabilmente coinvolto anche la società civile. Puntuali le fake news sui social, realizzate ad arte per polarizzare ulteriormente il dibattito e accrescere lo scontro. Una tra tutte, a poche ore dalla sparatoria: che a uccidere l’attivista conservatore fosse stato Gustavo Lafessa. Una bufala, partita da un meme italiano, così prorompente da spiazzare persino Grok: la famosa piattaforma xAI di Elon Musk. E quando non è l’intelligenza artificiale a sbagliare, credere a ciò che si legge – senza le opportune verifiche – può riservare brutte sorprese. O almeno così sembrerebbe essere stato per Stephen King che, dopo aver criticato aspramente il defunto attivista Kirk (“Ha sostenuto la lapidazione a morte degli omosessuali”), ha dovuto fare un passo indietro e chiedere scusa.Episodi che nel web lasciano il tempo che trovano, ma capaci di moltiplicare l’ostilità. Charlie Kirk era un attivista del mondo Maga (Make America Great Again), che si è speso in prima persona per sostenere la narrativa trumpiana: negazionista sul clima, no vax, anti-abortista e pro armi. Senza ruoli politici ma profondamente impegnato in politica. Un blogger capace di sfidare opinioni contrarie, abile e convincente comunicatore con un seguito di più di sette milioni di follower su Instagram, altrettanti su TikTok e oltre 5 milioni su X.E in questa vicenda dove la “retorica” si intreccia alla tragedia, dove a uccidere è stato un giovane appartenente a una famiglia in linea con l’attuale amministrazione (il tran tran di commenti era iniziato ben prima dell’identificazione del presunto killer), dove il cordoglio bipartisan lascia spazio ad accuse incrociate, il Presidente Usa Donald Trump ha omaggiato Kirk esaltandolo a “martire della libertà” e chiesto la pena di morte per il colpevole. “Il Grande, e persino Leggendario, Charlie Kirk, è morto. Nessuno ha capito o ha avuto il cuore dei giovani negli Stati Uniti d’America meglio di Charlie. Era amato e ammirato da TUTTI, soprattutto da me, e ora non è più con noi”. Il vicepresidente JD Vance ha portato la bara di Kirk a bordo dell’Air Force Two. Ma il drammatico omicidio, in un’America armata, ha incoraggiato e in alcuni casi anche giustificato l’aggressione di matrice politica. I movimenti di due uomini che si trovavano alle spalle di Kirk hanno fatto scoppiare la bolla dei complottismi. Se la condanna degli ex Presidenti Usa è unanime, la società civile si è espressa ancora una volta divisa. C’è chi ha “festeggiato l’uccisione di Kirk”. Un vortice di odio senza fine. Almeno 30 mila messaggi – secondo Cnn, che cita l’influencer di estrema destra Laura Loomer – sarebbero stati raccolti per poi essere resi pubblici attraverso un sito anonimo denominato “Smaschera gli assassini di Charlie”. Elon Musk ha scritto su X: “La sinistra è il partito dell’omicidio” registrando oltre 63 milioni di visualizzazioni. Virale è stato il post della scrittrice britannica J.K. Rowling, incentrato su dove finisce la libertà e inizia qualcos’altro: “Se credi che la libertà di parola sia per te ma non per i tuoi avversari politici, sei illiberale. Se nessuna prova contraria può cambiare le tue convinzioni, sei un fondamentalista. Se credi che lo Stato debba punire chi ha opinioni contrarie, sei un totalitario. Se credi che gli oppositori politici debbano essere puniti con la violenza o la morte, sei un terrorista”.Più confidente Arnold Schwarzenegger, repubblicano ed ex Governatore della California, star di Terminator, che ha auspicato come la morte di Kirk “possa contribuire a riscoprire la propria umanità. La politica è diventata una malattia in questo Paese. C’è una cura. È dentro di noi. Dobbiamo ritrovare il nostro lato migliore e allontanarci dagli estremi”. Paul McCartney ha definito scioccante la morte di Kirk: “È inimmaginabile che il disaccordo possa porre fine a una vita. Prendere la voce di qualcuno in questo modo ti scuote nel profondo. Siamo tutti diversi, eppure un solo popolo. La sua scomparsa lascia una ferita che non possiamo ignorare”.L’ex Presidente Joe Biden ha scelto i social per commentare: “Non c’è posto nel nostro Paese per questo tipo di violenza. Deve finire ora”. Kamala Harris si è detta “profondamente turbata” dalla sparatoria. “Voglio essere chiara: la violenza politica non ha posto in America. Condanno questo atto e dobbiamo lavorare tutti insieme per garantire che non porti ad altra violenza”. Dello stesso tenore è stato Barack Obama: “Non sappiamo ancora cosa abbia spinto la persona che ha sparato e ucciso Charlie Kirk, ma questo tipo di violenza spregevole non ha posto nella nostra democrazia. Michelle e io pregheremo per la famiglia di Charlie, in particolare per la moglie Erika e i loro due bambini piccoli”.Bill Clinton ha invitato a uno scontro politico sano: “Spero che tutti noi facciamo un po’ di seria introspezione e raddoppiamo i nostri sforzi per impegnarci nel dibattito con passione, ma in modo pacifico”. George W. Bush ha condannato la violenza e lodato il libero scambio di idee: “È accaduto in un campus universitario, dove il libero scambio di idee contrastanti dovrebbe essere sacrosanto. Violenza e sarcasmo devono essere eliminati dalla pubblica piazza. I membri di altri partiti politici non sono nostri nemici; sono nostri concittadini”.Intanto negli Usa si prepara la cerimonia commemorativa per l’attivista Charlie Kirk allo State Farm Stadium di Glendale (Arizona), stadio multifunzionale che può ospitare oltre 60 mila persone. Ad annunciare la data del 21 settembre è stato il Turning Point Usa, ovvero l’organizzazione di cui Kirk era il co-fondatore. “Celebriamo la straordinaria vita e l’eredità duratura di Charlie”. Eredità destinata a essere raccolta.

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