BASTA CON L’OCCUPAZIONE DEL SUOLO PIÙ SACRO


Una premessa dovuta: “il paesaggio ha bisogno di secoli per determinarsi e il patrimonio
culturale, che ha resistito per secoli a epoche difficili, viene distrutto con un via ai lavori in
un solo giorno” (dichiarazione di Antonella Caroli, Presidente di Italia Nostra dal 2021).
Tredici aerogeneratori alti 250 metri, elettrodotti, opere connesse, per una potenza
complessiva pari a 33,6 MW.
Appare evidente che l’Italia voglia consegnarsi alle lobby internazionali dell’eolico,
arrendendosi senza condizioni all’annunciata occupazione “senza se, senza ma” del
territorio nazionale.
Territori e Paesaggi che rappresentano un bene culturale anche economico, unico e
riconosciuto universalmente, però fragile ed esauribile; luoghi di sopravvivenza, di pace e
armonia apprezzati notoriamente da Italiani e forestieri; donne e uomini di tutti i paesi che
vogliono goderne varietà e storia immensa. Tutto ciò è fortemente a rischio.
Territorio e Paesaggio sono pezzi vitali della nostra storia e identità, tesoro sul quale
sempre contare in qualunque epoca o malaugurata contingenza nazionale/internazionale.
A Tuscania le 13 torri eoliche alte 250 metri stanno per essere installate, con la consueta
indifferenza, a dispetto delle famose chiese romaniche di San Pietro e Santa Maria,
monumenti celebrati nella storia dell’arte nazionale e internazionale; di terreni di
consolidata agricoltura e in una zona dove la produzione di energia elettrica già supera il
fabbisogno locale.
La realtà sta arrivando oltre ogni immaginazione.
Non ci vogliamo appellare in questo momento a enti e istituzioni (che facciamo nelle sedi
opportune) bensì a null’altro che la consapevolezza, evidente per tutti, della vicinanza
oppressiva di tredici pale sopra Tuscania, la sua cinta muraria, i suoi gioielli, nè citiamo la
vicinanza di aree protette o aree Natura 2000, aree agricole di pregio, aree archeologiche.
Vogliamo solo richiamare il Governo chiedendo se l’Italia può subordinare in questo modo
meschino le proprie ricchezze celeberrime e inalienabili alla speculazione pseudo
energetica.
Oggi Tuscania, domani Viterbo stessa col suo grande quartiere medioevale, Orvieto,
Perugia, i crinali fantastici del Mugello, oltre allo smisurato attacco alle regioni meridionali
e alle isole, rischiano di essere soggiogati al giudizio inappellabile di qualsiasi
commissione VIA o di asettici funzionari, presi a caso, della Presidenza del Consiglio dei
Ministri o della Regione Lazio! Tutto nel cono d’ombra di interessi ormai tesi
all’occupazione indiscriminata del territorio italiano, nel mentre i politici si dichiarano di
continuo “per la salvaguardia degli interessi primari della Nazione”!
Eppure è risaputo ormai che l’energia attesa da questo intervento potrebbe, più
favorevolmente, essere prodotta con pannelli fotovoltaici collocati sui tetti di capannoni ed
edifici pubblici: la loro superficie in Italia è superiore a 1200 kmq, una realtà più che
sufficiente per il raggiungimento degli obiettivi del PNIEC.
15.11.2022

italianostra.org

Immagine da ontuscia.it

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