Di Al. Tallarita

Quanto è importante per Lei questa candidatura a conferma del suo percorso politico?

«Sicuramente è un importantissimo approdo ma, allo stesso tempo, anche un nuovo punto di partenza. Un approdo, nel senso che, in qualche modo, rappresenta lo sbocco naturale di un percorso fatto di tanti anni di fortissimo e continuo impegno sul territorio, sul campo, ad ascoltare la mia gente e lavorare per lei. Un nuovo punto di partenza, perché certamente cambia la prospettiva e quindi la tipologia del lavoro stesso, ma non l’impegno che serve e che certamente sto mettendo e continuerò a mettere in caso di elezione. Anzi, l’attività che ho svolto fin qui è stata una sorta di “palestra”, fondamentale per prepararmi alle prossime sfide.

Sono grata a Matteo Salvini per aver voluto questa candidatura

che non era il mio obiettivo quando tanti anni fa ho imboccato questa strada, ma che, una volta arrivata, sicuramente rappresenta una gratificazione, qualcosa di cui esser fiera e felice, in quanto conferma dell’aver evidentemente lavorato bene».

Perché le politiche di Matteo Salvini sono tanto sentite dai lavoratori e da quell’elettorato che un tempo fu della sinistra?

«Perché è uno dei pochi politici nazionali italiani che pensa davvero a loro, si rivolge a loro, parla con loro, si impegna per loro. L’attività della Lega è, per tradizione, sui territori, vicina ai territori, alla popolazione, che in questi anni si è vista sempre più sola, più abbandonata dalle Istituzioni e i partiti, soprattutto quelli di sinistra che, per loro “vocazione”, avrebbero dovuto invece darle voce. La loro metamorfosi in partiti attenti, invece, più alla finanza che al Paese reale è stata una sorta di tradimento proprio e principalmente per quelle fasce di popolazione che in loro cercavano tutela, sostegno, aiuti. Si è creato un vuoto, che noi stiamo riempiendo. Non per convenienza elettorale, ma perché ci crediamo davvero, come recita il nostro claim.

La politica, per Salvini come per me, è servizio alla comunità, servizio alle Persone

comprensione delle loro istanze e risposta a queste istanze con interventi concreti. Cosa che lavoratori ed elettorato un tempo della sinistra evidentemente sentono e capiscono».

Si è poco parlato delle politiche dei giovani e del meridione in particolare, a cosa auspica riguardo a questo delicato argomento una volta eletta?

«Mi auguro che l’attenzione sia massima, sia per i primi, i giovani, che per il secondo, il Sud. Amo la mia terra e il Meridione e so qual è il suo immenso valore, cosa può offrire, le ricchezze, umane e immateriali, che possiede. Ai giovani sono molto vicina, mi sono sempre occupata e preoccupata di loro nei miei incarichi politici, con la sensibilità peraltro di una donna che è anche madre.

Giovani e Sud sono davvero il futuro, e non è retorica.

Noi nel nostro programma diciamo che, se cresce il Sud, cresce l’Italia: è proprio così. Ci sono talmente tante risorse da mettere a frutto che, se finalmente lo si riuscirà a fare, si potrà dare all’economia nazionale, per molti versi stagnante, un enorme impulso in avanti. Stessa cosa vale per i giovani. Dobbiamo riuscire a creare per loro le migliori opportunità, in modo che decidano di restare, nel Sud, ma anche in Italia. Il nostro Paese sta sempre più invecchiando e, se non riusciamo a invertire questa tendenza, la stessa impalcatura economica su cui si regge imploderà».

Perché è importante costruire il ponte dello stretto e cosa significa dal punto di vista monumentale architettonico e specialmente dei collegamenti fra la Calabria e la Sicilia?

«E’ importante perché collegare in via stabile la Sicilia con la Calabria e il resto d’Italia significa dare, anche in questo caso, un enorme spinta all’economia di tutto il Paese. Merci e persone devono potersi spostare su tutto il territorio nazionale il più rapidamente possibile per creare nuovi indotti e sviluppo. Il Ponte lo consentirebbe, ovviamente se collegato a infrastrutture stradali e ferroviarie altrettanto efficienti, cosa per cui la Lega si sta impegnando fortemente, soprattutto negli ultimi tempi. A questo certamente si aggiunge anche l’aspetto che lei citava, cioè monumentale e architettonico. E’ chiaro che sarebbe un’opera unica da questo punto di vista, attrazione per molti curiosi e turisti. Sarebbe anche questa un’occasione per promuovere le meraviglie della nostra terra, di uno degli scorci credo più suggestivi che esistano certamente in Italia e forse al mondo, e di portare quindi anche ulteriore ricchezza».

Dica all’elettorato calabrese perché deve scegliere lei:

«Credo per tutto quanto le ho finora detto e perché è arrivato il momento di dare una rappresentanza forte al nostro territorio, cosa oggi più che mai importante, anche a seguito della riduzione del numero dei Parlamentari.

E poi perché io sono più attenta ai fatti che alle parole, ho sempre preferito parlare attraverso i fatti, che non a parole

attraverso i risultati che, nel mio piccolo e nei miei incarichi, sono riuscita a conseguire fin qui.

C’è tanta gente che me lo riconosce, e questa intanto è per me la vittoria più grande».

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