Di Al Tallarita

Si sono congratulati tutti con Viktor Orban, rieletto alle elezioni politiche, per il quarto mandato da Presidente. E chi ha avuto da ridire specialmente in Italia, ha perso un’occasione buona per stare zitto. Questa cosa del pensiero unico è terribile e antidemocratica peccato che nessuno lo riconosca.

Le sue sono politiche conservatrici. Difesa dei confini, della famiglia. Una nazione la sua Ungheria membro della Nato e dell’Ue in linea con gli impegni assunti. Nonché l’accoglienza di migliaia di profughi dall’Ucraina. Da ricordare.

Putin, con cui decide di mantenere una posizione neutrale, si congratula con lui nonostante la situazione critica in cui sia coinvolto. Che lui Viktor Orban, che oggi è presidente di un paese non ostile, vinca le elezioni così come ha fatto, è un segno molto forte.

Il partito Fidesz di Orbán viaggiava con il 71% dei voti . Oggi l’opposizione riconosce la sconfitta. E di certo ha anche molto influito, il fatto che questo, non avrebbe trascinato l’Ungheria in una guerra, cosa che invece l’opposizione non ha potuto garantire. È la sua posizione nazionalista ha convinto. Anche per il modo cauto, con cui ha voluto gestire la cosa, con la Russia.

Vittoria la sua, che dovrebbe o potrebbe dare di nuovo, coraggio e risalto agli importanti leader delle altre nazioni europee. Di destra, centro destra e sovranisti. Che possono, ripensare a una visione alternativa del mondo e delle cose, più conservatrice. Sì perché come ho scritto, il pensiero unico altrimenti, distruggerà il mondo.

Non esiste la possibilità che vi sia un pensiero unico sulle cose. Su nessuna delle cose del mondo e della vita, né della politica e della società. Questo perché senza il percorso dialettico, senza il male e il bene, senza la notte e il giorno non vi sarebbe la continuità ciclica della vita stessa. E tutto ciò è fondamentale, per riuscire a formare anche quello lo spirito critico, che alimenta le menti dei singoli e di noi intellettuali, che contribuiamo alla costruzione del presente. Anche perché ciò consente, volendo, nel corso del tempo, di poter cambiare idea!

Qualora invece, si vivesse all’interno di una società, in cui tutti, si pensasse nello stesso modo, nell’idea di un pensiero politicamente corretto e unico, probabilmente non ci sarebbe neanche più la possibilità di sopravvivere. Estrema provocazione, per fare capire come l’alternanza di pensiero e di decisione, garantisca, la continuità stessa della vita dell’essere umano.

Attenzione a voler fare tutte le erbe un fascio e radicalizzare il pensiero. Perché è giusto che vi siano sempre delle correnti opposte. E che il pensiero individuale, soggettivo, sia sempre possibile e libero. Lotterò fino all’ultimo affinché venga confermato il diritto, che tu possa esporre e dovunque liberamente la tua idea che è differente dalla mia.

Parafrasando parole non mie, ovviamente, ma che profondamente vivo e sento in ogni cosa, che penso e faccio nella mia vita, lo ribadisco qui con forza. Per far comprendere, quanto importante sia, che vi siano voci differenti, anche su questioni difficili e dolorose.

Affinché lo spirito critico si evolva. E che sulle varie opinioni, inoltre vi siano dei pensieri opposti. Da cui nascerà il nuovo presupposto sociale e la nuova norma.

Là dove si parli di politica, si parla per l’appunto di pensieri opposti, di contraddittorio. Idee che si confrontano democraticamente. Di certo nel momento in cui si arriva da una tensione a un conflitto o a una guerra la politica ha fallito, questo l’ho già detto e lo ribadisco.

Senza entrare nel merito, della situazione che ad oggi stiamo vivendo, che non è né più e ne meno, che un procedere della storia dell’uomo. E purtroppo di una modalità di difesa, attacco e conquista, messa in atto da molte potenze, nessuna nazione esclusa, in vari territori e paesi, nel corso del tempo.

Sono solo i civili, quelli che ci rimettono.

E sempre presentate, giustificate e propagandate in modo differente. Dal piccolo al grande fatto, continueranno ad esserci soggetti che offendono o che ricevono. E laddove vi siano degli errori del passato, così tanto grandi che non possono essere nascosti, neanche all’interno di una propaganda ben gestita, possono essere nascosti per sempre.

La vittoria di Orban che è una vittoria schiacciante, sugli avversari, nonostante la propaganda denigratoria, per la quarta volta consecutiva, dà speranze, a chi si rivede nei principi conservatori, nazionalisti, sovranisti.

Seppur il populismo contemporaneo, si sia affievolito dopo la pandemia, il principio conservatore opposto a quello progressista, ma anche globalista, uniformante e sminuente delle differenze, quelle vere, senza cancel culture, ha un nuovo spiraglio in Europa.

Si può ancora credere alla restaurazione conservatrice, di partiti di destra e centro e della capacità di visione futura dei suoi leader. E rinvigorire la leadership degli altri paesi europei, Italia inclusa, che possono e devono ripensare i loro programmi.

Anche perché la situazione attuale dell’Europa, non pare a lungo periodo una situazione ben pensata. Di chi abbia cautamente ponderato, quanti e quali dinamiche vi siano dietro le decisioni che andrà a prendere.

Ciò perché, essere alleati di una sola potenza, in questo momento di interconnessione mondiale, particolarmente nel campo economico e delle risorse minerarie ed energetiche, è veramente rischioso.

E potrebbe ridurre alla fame centinaia di migliaia di persone, diminuire la potenzialità economica stessa dei paesi. Allorquando questa interconnessione economica, di partnership, per l’interscambio delle risorse andasse a diminuire. O non si vedesse, nella rosa dei propri partner forti, i grandi produttori internazionali e le grandi economie.

Attenzione anche ai rapporti attuali con la Cina, che un passo alla volta, sta chiaramente riuscendo il suo intento. Quel disegno di grande potenza economica e politica, mondiale. Cina, Russia e Arabia nei confronti del dollaro, hanno iniziato una politica ben chiara, volendo sostituire la moneta con le loro monete.

O le nuove, come il Bitcoin, come ne ho ben parlato sull’articolo sul BRICS.

E questo va tenuto particolarmente presente, nel cambio internazionale che vi sarà, per la nuova costruzione del mondo economico.

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