di Al.Tallarita

Forse, di certo l’intervista di Minoli, cento domande cento, amerei definirla così, non ha risparmiato il Senatore. In un ambiente tra amici, il caffè a volte si prende amaro, ma magari lo zucchero semplicemente sul vassoio non c’era. È una metafora, per raccontare quello che ho provato tra lampi tuoni e una pioggia battente. Sono arrivata nel salone che Mauro Coruzzi, in arte Platinette, parlava contro l’utero in affitto, con ampio parterre e le storture del politicamente corretto arrivato all’esasperazione. I saluti, fuori piove, e la sala piena, si ricompone e accoglie un nuovo ospite. Sale sul palco la padrona di casa Giorgia Meloni, e presenta l’amico Matteo Salvini. La prima fila, vede presenti i ranghi del partito. Poi Minoli e Salvini si mettono seduti,cominciando una chiaccherata,che leggera, non potrebbe essere definita. Salvini ha risposto con ironia a molte delle domande poste. Alcune di certo provocatorie, di cui la sala non ha percepito. O meglio..attendeva le risposte dell’altro leader…e si perche il peso della bilancia sta lì.. Ah già, si era tra amici, nella stessa coalizione, quella del Centro Destra, che deve saper difendere la propria unità nella diversità. La strategia è questa. Non si tratta di una storia d’amore. Uniti nella differenza e dell’equilibrio di queste tre anime, che corrispondono ad altrettante fasce sociali e di voto. Non finirò mai di scriverlo, nè tanto mento di pensarlo. E si perché chi ha organizzato questa manifestazione, che funziona , salotto e passerella.. è un FDI che la Meloni ri-lancia a partito non più di estrema destra ma ala conservatrice. E, ma ancora ci sono la linea moderata vera e propria e quella liberale, legata a una politica nuova, fatta di marketing e una buona dose di mediaticità inaugurata da Silvio Berlusconi a suo tempo, ma che oggi era eredità di FI. Non si sogni nessuno adesso di vestire la Lega e il suo Segretario di tale incombenza, perchè l’ala moderata è quella della Lega, che estrema, non lo è mai stata, come sottolineavano anche alcuni giornali esteri. Ne lo è mai stata come Lega di Matteo Salvini premier. Nonostante molta stampa nostrana, abbia voluto enfatizzare in tal senso. Ma non era così. Nè benchè meno lo è oggi. E nulla di più lontano ci potrebbe essere all’orizzonte (utopistico), di chi non ha capito, che leader si nasce e non si diventa. Nulla di più anacronistico, visto il treno in cui siamo dovuti salire, col disastro mondiale pandemico. Che nelle proiezioni, hanno spostato alcune fasce di voto, verso il partito rimasto all’opposizione, voti non solo moderati ma anche estremi, quelli degli scontenti, degli anti-sistema ( che il populismo storicamente accoglie, che sono tra le file estreme e ora anche novax). Chi ha voluto estremizzare la Lega e il suo leader forte lo ha fatto con un secondo fine. E come con un jo-jo entra ed esce da questo gioco.. Si ai voti ma non alle targhe. La parte dell’estrema destra chi la deve recitare? Si perchè quel salotto chic, tanto vituperato, che Atreju lo ha voluto davvero essere, in questi giorni, tutto vuole mostrarsi, tranne che essere estremo. Per mettersi il vestito buono dei conservatori. La necessità si presenta con il fatto che Giorgia Meloni leader di FdI è stata eletta presidente “Conservatori e riformisti”, gruppo con 62 iscritti, che si dice “unito dai nostri valori di centrodestra, come espressi nella Dichiarazione di Reykjavik. Partito dedicato alla libertà individuale, alla sovranità nazionale, alla democrazia parlamentare, alla proprietà privata, al governo limitato, al libero scambio, ai valori della famiglia e alla devoluzione del potere.”; come si definisce l’ECR sul sito istituzionale.Con vicepresidente Jorge Buxadé di VOX, Spagna e il polacco Radosław Fogiel. Che lavora per “far avanzare un’Europa – e un mondo – di popoli liberi, nazioni libere e mercati liberi.” Ricordiamoci che l’Unione Europea ha sette gruppi consiliari. Quello popolare con 182 iscritti, quello socialista con 154 aderenti E allora, cadono così sovranismi e nazionalismi. E nessuno spirto reazionario… Ma io, lo dico per avvertenza, non si pensi di affibbiarli a Matteo Salvini. Perchè è fuori da ogni logica realistica di un mondo che si è aperto nel post covid, con l’impatto che tale pandemia, ha avuto nel mondo in Italia nella politica e nel nostro Governo. Girate pagina e si vada avanti miei cari. La gente vuole certezze e va guidata, in questo nuovo mondo che si prospetta, e che complotti o no verità o no, ha un nuovo corso da svolgere dinnanzi e và saputo indirizzare.

Ora la lunga, anzi lunghissima intervista, al Senatore condotta dal giornalista Giovanni Minoli e aperta da Marco Marsilio presidente Regione Abruzzo, si apre a domande sul partito, il rapporto con i governatori leghisti, la funzione della Lega nel meridione d’Italia, la validità della squadra calabrese….oltre a qualche accenno ai …. massimi sistemi… (ah già scherzo..) E poi sui difetti presunti o meno di Draghi, ( che poi non sarebbe meglio chiedere all’opposizione se trova dei difetti a un presidente con cui non ha dato fiducia per fare il governo?… no ..ma esatto…l’asset è quello per Minoli..per sottolineare acremente…”ah non lo conosce Draghi…” ma anche ci andasse ogni giorno a colazione…ma sarebbe davvero opportuno parlare dell’uomo e non del PRESIDENTE??) E poi le scelte di Mattarella, Salvini è ironico e grazie al cielo…Mentre la sala sorniona ridacchia. Un sano complimento a Berlusconi, (che dopotutto non si chiama Silvia, è pertanto al momento il candidato al colle è e resta lui per il centrodestra) (ma ricordiamoci sempre delle Idi di marzo…eh si sono in forma..sarà stata la serata ..o la pioggia scrosciante..)

Ma i ricordi, li sottolinea Salvini, sono anche di quanto abbia subito Berlusconi, in termini di persecuzione di ogni sorta. La condivisione del suo sogno di diventare presidente e la possibilità, qualora e se, solo lui non volesse più farlo, porre come alternativa un presidente donna. E poi.. la giustizia, i magistrati, passando per tangentopoli.. Gli avessero chiesto anche sulle guerre puniche, Salvini si sarebbe smarcato egregiamente, come ha fatto sul resto.

Andare daccordo non è fondamentale. Vorrei sottolinearlo ancora una volta. L’importante è rispettare una coalizione con reciproche differenze e lo continuerò a dire. Serenamente e con un pensiero privo di ogni polemica di sorta. Non è un fidanzamento, ma una coalizione. E oggi, rimarcare le differenze, nel centramento di personalità liberali, conservatrici, moderate, vicino alle istanze di chi è stato dimenticato dalla vecchia sinistra, in particolare penso ovviamente alle periferie, oltre che agli imprenditori, senza i quali la nazione crollerebbe a picco… Ebbene..è il cuore di un centro-destra che rispetta le sue tre anime, con o senza simpatie o antipatie di sorta tra i leader, segna il passo di una nuova destra.

Che sarà forte proprio perchè imperfetta. Ma come ben sappiamo, la bellezza sta proprio in questo. Non è un volo pindarico. E’ solo la costatazione da parte di un’analista storico politica, che racconta giornalisticamente, ciò che ha visto ad Atreju.

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