giovedì 30 luglio 2020

Di Al. Tallarita

Matteo Salvini ha vinto. Processo si, processo no, la sua figura acquisterà potere.Quel potere mitico storico che viene riservato al martirio. Per cui giochi delle tre carte a parte.. Il senatore Salvini sarà ancora di più l’amato leader popolare e la sua aura sarà rafforzata. Da chi, non sceglie in difesa dei principi garantisti, ma per mero calcolo arrivista personale. E mi riferisco ovviamente a Matteo Renzi, che oggi girava tranquillamente mascherina abbassata al bar in via Eustachio sotto al Senato.. Ma lì stuoli di giornalisti, non si muovono, sullo stile terrorismo mediatico a cui ci siamo abituati. Pertanto il leader della Lega, così come il partito stesso, da tutto ciò, ne uscirà comunque più forte agli occhi del popolo italiano.In quanto, viene proposto un processo nei confronti di un Ministro che ha agito all’interno di un governo, il cui premier era quello attuale! E inoltre secondo legge e per difesa dei confini nazionali. Ha agito e pensato da Ministro dell’Interno, in difesa del popolo italiano. Oltretutto, con un tipo di strategia operativa, che è stata imitata dal Ministro Lamorgese, suo successore all’incarico. E che, però attenzione, non è stata neppure scelta e votata dal popolo, ma decisa in un rimescolamento, che ha dato vita a un nuovo governo, con una maggioranza rattoppara, per giochi di palazzo, seppur palesemente non nato dal volto democratico, della votazione popolare. Così probabilmente si voterà nel 2023, che poi tanto lontano non è.. Data che vedrà consapevoli e pronti i partiti di centrodestra. Matteo Salvini in testa, leader indiscusso, perciò tanto temuto. E osteggiato dai poteri di sistema. Questo processo che si svolga o meno rappresenta, alla luce degli occhi del popolo italiano, un vero e proprio martirio. E sappiamo bene, quando a toccare i leader siano le toghe, di un sistema, che fa acqua da tutte le parti, vedi caso Palamara, e attuali intercettazioni che mostrano l’accanimento volontario contro Silvio Berlusconi.Che fa girare le tombe di chi per la giustizia vera ha sacrificato la propria vita di magistrato e della sua scorta. Alla luce di uno scandalo attuale, che conferma il fatto, che si sia trattato di un martirio mediatico e da parte di una magistratura deviata. Saranno comunque i giudici a decidere e sino a quel momento, per i principi garantisti, non ci sarà giudizio mediatico che tenga. A partire da oggi che il Senato, ha concesso l’autorizzazione a procedere.